Coronavirus, FISMU al Ministro Speranza: Urgenti integrazioni al decreto, assunzioni per affrontare adeguatamente la crisi

  • 9 Marzo 2020
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CORONAVIRUS, FEDERAZIONE ITALIANA SINDACALE MEDICI UNITI (FISMU) AL MINISTRO SPERANZA: URGENTI INTEGRAZIONI AL DECRETO STRAORDINARIO ASSUNZIONI PER AFFRONTARE ADEGUATAMENTE LA CRISI

 

FRANCESCO ESPOSITO SEGRETARIO FISMU: “L’ITALIA SI ROMPE IN DUE SE L’EMERGENZA SI ESTENDE, IL SUD DEVE ESSERE MESSO IN CONDIZIONE DI PREPARARSI. URGENTI 2 INTEGRAZIONI AL DECRETO ASSUNZIONI”

 

LE 2 PROPOSTE URGENTI DI FISMU: 

1) SI PREVEDA L’ASSUNZIONE DEI MEDICI PRECARI, I COSIDDETTI 15.000 CAMICI GRIGI ORA ESCLUSI DAL DECRETO (E SI STABILIZZINO I MEDICI CONVENZIONATI DEL 118)

2) SI DEROGHI IL DECRETO CALABRIA CHE BLOCCA L’OPERATIVITÀ DI ALCUNE REGIONI

 

 

7 marzo – La Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-FISMU fa un appello al ministro della Salute Roberto Speranza e al Governo, affinché si integri il decreto in discussione con tre interventi che possono consentire, anche e soprattutto al sud di Italia, di affrontare l’eventuale propagazione dell’epidemia di Coronavirus, Covid19. 

 

Francesco Esposito segretario generale FISMU, pur esprimendo “apprezzamento per le iniziative messe in campo dalle istituzioni sanitarie, e per lo sforzo del Governo”, sottolinea come “ancora ci siano nodi irrisolti da scogliere, soprattutto sul piano delle assunzioni e della programmazione della gestione della crisi nel meridione del Paese”. 

 

“L’Italia si rompe in due se si estende l’emergenza – denuncia Esposito – non siamo ancora pronti, come hanno denunciato i medici di FISMU in Sicilia, ma questo discorso vale anche in altre regioni, sia sul piano della prevenzione e organizzazione dei servizi, sia per la dotazione di adeguati dispositivi di sicurezza (mascherine ecc..). Non solo, siamo bloccati da alcune norme del cosiddetto decreto Calabria che limitano l’operatività di diverse istituzioni regionali e che quindi sono da abrogare”. 

 

“Infine – aggiunge il segretario generale FISMU – dobbiamo mettere in campo le energie e l’esperienza dei circa 15.000 medici precari, i cosiddetti camici grigi, che da anni lavorano nei nostri ambulatori  e che sono esclusi  dal decreto. Allo stesso modo, prevedere la valorizzazione del lavoro, per esempio, dei medici del 118, ora convenzionati (e precari), stabilizzando la loro posizione e mettendola a disposizione nella gestione dell’emergenza Coronavirus”. 

 

“Due proposte, anzi tre – conclude Esposito – per contribuire ad affrontare questa grave situazione, contenere l’epidemia, ma anche ridurre la pressione sul personale medico ed infermieristico: professionisti che stanno facendo un lavoro straordinario ed eroico per la nostra Italia. Anche così possiamo far ripartire il Paese sconfiggendo anche il virus della paura“.