Comunicato Stampa: Toscana, alla carenza dei medici di pronto soccorso dell’ASL centro si risponde “abusando” del lavoro di quelli del 118 convenzionati

  • 15 Luglio 2019
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TOSCANA, ALLA CARENZA DEI MEDICI DEI PRONTO SOCCORSO DELL’ASL CENTRO SI RISPONDE “ABUSANDO” DEL LAVORO DI QUELLI DEL 118 CONVENZIONATI 

 

FISMU DENUNCIA: INVECE DI ASSUNZIONI RIECCO UNA SPERIMENTAZIONE SBAGLIATA E DANNOSA PER I CITTADINI

FISMU SCRIVE ALL’ASSESSORE ALLA SALUTE, SACCARDI E DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE. PREVISTO IL RICORSO AL TRIBUNALE DEL LAVORO

 

14 luglio – La Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu ha avviato la procedura di agitazione e di prossima indizione dello sciopero dei Medici 118 Asl Toscana Centro contro le misure di impiego coercitivo dei Medici 118 in attività promiscua intra ed extramoenia (Ps e Soccorso territoriale). Raffaele Gaudio, Responsabile Nazionale FISMU PS e 118, in una lettera inviata all’assessore regionale della salute, Stefania Saccardi, ai dirigenti sanitari regionali e alle istituzioni ordinistiche sottolinea come questa sia “una liturgia già nota”, che prevede ”di implementare presso il Ps Serristori di Firenze, oltre all’attività istituzionale e contrattuale dei Medici 118 nel Soccorso territoriale, anche in quella di prestazione di Ps”.

“Un modello organizzativo – denuncia Gaudio – precario, rischioso, per pazienti e medici e dalla pessima percezione dell’utenza, disorientata, quanto non attonita dall’interruzione improvvisa di un percorso clinico-diagnostico con passaggio frettoloso e frammentario di consegne di paziente”.

“A parte ovvie considerazioni di buon senso ed opportunità – continua – il doppio impiego in due mansioni crea disservizio, rischio clinico e stress aggiuntivo per chi lo esercita (soprattutto ai cod. minori che in quanto tali sono quelli che più di altri creano continue microconflittualità, quanto non celate insidie cliniche)”.

Scelte, ribadisce, Gaudio che non intervengono sul vero problema che è quello della carenza di medici di Ps, infatti, ancora oggi, “Governi, Regione Toscana, AA.SS.LL. non hanno voluto o  saputo mettere in campo soluzioni, ma solo espedienti organizzativi come quelli prospettati anticontrattuali, antisindacali, percettivamente disastrosi. Se l’obiettivo è quello di ridurre i tempi di attesa e di processo per i pazienti, ben venga (invece) il programma di ampliare la platea delle assunzioni di medici per il Ps (ma anche dei Servizi e Territorio) e rendere questo settore più attrattivo”.

“In aggiunta – prosegue Gaudio – ci sono solide motivazioni contrattuali e amministrative disinvoltamente aggirate e sulle quali ci riserveremo di spostare il confronto nelle apposite sedi (Giudice del Lavoro, VEDI NOTA DI SEGUITO), se non si addivenisse ad un ritiro del provvedimento (che non pare in ogni caso in forma di Delibera aziendale) con una memoria che faremo pervenire al più presto da parte dei nostri Uffici legali”.

 

“In ogni caso Serristori non è solo Serristori – conclude amaro il dirigente nazionale Fismu – in vari ambiti aziendali della Regione Toscana simili modelli promiscui o sono falliti o, con la condivisione dei sindacati, tramutati in accordi specifici (Empoli, SudEst). Il problema quindi, va oltre l’attualità e pur urgenza del contesto Fiorentino, investe l’intero scenario regionale”.

 

 

NOTA

Vale la pena ricordare che il riferimento contrattuale per i medici convenzionati è l’art 95 dell’ACN che demanda a successive contrattazioni aziendali o regionali la partecipazione a lavoro in PS e lo stesso Accordo Integrativo Regionale cita “l’attività con assunzione di responsabilità, di primo intervento nei DEA e/o servizi correlati o nelle strutture di P.S. presenti nel territorio di competenza dell’azienda, dovrà essere disciplinata da apposito accordo aziendale”. D’altronde la stessa recente deliberazione del D.G. 1135/2018 Az. USL Toscana SE, per fatti similari recita ”….. omissis… l’attività prestata nei pronto soccorso non può comportare un impegno contemporaneo in attività esterne, salvo situazioni legate al verificarsi di eventi calamitosi e/o maxiemergenze”.

Ancora. Secondo costante giurisprudenza di legittimità, il rapporto dei medici, che svolgono attività in regime di convenzione con le aziende sanitarie, configura un rapporto privatistico di lavoro autonomo-professionale con i connotati della cosiddetta parasubordinazione ed esula dall’ambito del pubblico impiego(cfr. Cass. S.U. n. 2955 del 1984). Corollario di tale configurazione è l’inapplicabilità al suddetto rapporto di disposizioni che presuppongono la natura subordinata del rapporto di lavoro.