Comunicato Stampa: Caso Venturi, FISMU contesta duramente le dichiarazioni di Venturi: Rettifichi, nei fatti, non a parole o si dimetta!

  • 9 Ottobre 2019
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CASO VENTURI, FISMU CONTESTA DURAMENTE LE DICHIARAZIONI DI VENTURI: RETTIFICHI, NEI FATTI, NON A PAROLE, O SI DIMETTA!

FRANCO ESPOSITO, SEGRETARIO GENERALE FISMU: “VENTURI CON LE POLEMICHE DISTRAE DAI PROBLEMI: LE FUNZIONI IMPROPRIE CHE SI VOGLIONO DARE AGLI INFERMIERI E L’INCAPACITÀ DELLE REGIONI A VALORIZZARE IL FONDAMENTALE RUOLO DEI MEDICI”

9 ottobre – Alle dichiarazioni dell’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, sul ruolo dei medici, sono seguite le precisazioni, ma la polemica rimane aperta, infatti secondo la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu il problema non sono solo le parole, o i toni, sbagliati, ma i fatti, cioè le scelte di politica sanitaria dello stesso Venturi, in questi anni, in Emilia Romagna rispetto agli stessi medici e all’organizzazione del Ssr.
“Polemiche e precisazioni a parte – sottolinea Francesco Esposito, segretario generale Fismu – rimane il fondo delle dichiarazioni di Venturi, che sono, purtroppo, ‘coerenti’ con le sue decisioni nella regione di cui è amministratore pubblico. In Emilia Romagna è in corso da anni un processo di compressione della professionalità dei medici, una demedicalizzazione dei servizi, con un improprio (e a nostro avviso illegittimo) utilizzo degli infermieri in alcuni settori. Una complessiva riorganizzazione della sanità pubblica, fatta di tagli sul territorio, a favore del convenzionato esterno e dei privati, una politica punitiva con la classe medica del SSN, il tutto a scapito della qualità dei servizi, e quindi della tutela della salute dei cittadini. Un modello sbagliato da non esportare nel resto di Italia”.

“Non ci faremo, quindi, distrarre dalle polemiche e dai toni, seppur censurabili di Venturi – conclude Esposito – ma vogliamo che in Emilia Romagna si faccia una seria e forte correzione di rotta: il ruolo dei medici è insostituibile, basta con le improvvisazioni delle Regioni, con una visione ragionieristica della sanità pubblica. Venturi rettifichi nei fatti, non con le parole, altrimenti si dimetta”.