Comunicato Stampa: Lombardia, cronicità e diagnostica per i medici di famiglia, la regione fa come gli pare, ed ecco il cattivo modello lombardo

  • 8 Gennaio 2020
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LOMBARDIA, CRONICITÀ E DIAGNOSTICA PER I MEDICI DI FAMIGLIA, LA REGIONE FA COME GLI PARE, ED ECCO IL CATTIVO MODELLO LOMBARDO

 

LA DENUNCIA DI FISMU DOPO LA RECENTE DELIBERA “REGOLE 2020”: LA REGIONE VA IN UNA DIREZIONE OPPOSTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA SALUTE  

8 gennaio – Il caos del regionalismo, e il caso della Lombardia nella gestione della cronicità per i medici di famiglia: un modello sbagliato che contraddice le indicazioni nazionali. Questa la denuncia di Francesco Falsetti, segretario regionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu dopo la recente delibera “regole 2020” emanata dal l’Assessorato.

“Continuano le “stupidaggini” della Regione Lombardia in ambito sanitario – sottolinea Falsetti – ed in particolare sugli sviluppi del modello lombardo della presa in carico dei malati cronici e fragili per il quale si insiste testardamente nonostante i risultati fallimentari. Avevamo criticato (e denunciato al TAR) l’accordo con il quale era stata data la possibilità di eseguire prestazioni diagnostiche negli studi dei MMG solo per i malati cronici e per i medici aderenti al modello lombardo escludendo tutti gli altri”.

 

“Ora – evidenzia – tale discriminazione viene ribadita dalla delibera sulle “Regole 2020” (oltre 300 pagine fatte di regole per estendere sempre più il potere della Regione e il suo centralismo) dove si precisano i termini economici ed organizzativi delle prestazioni svolte in telemedicina”.

 

“Si introduce – continua – un ulteriore elemento di danno per il MMG che percepirebbe solo il 30% della tariffa della prestazione anche quando si tratta di una cooperativa di cui il medico è socio. Solo nel caso di MMG specialista con attrezzature proprie la retribuzione sale al 70% per il medico e scende al 30% per la struttura sanitaria accreditata. In questi termini la prestazione professionale è sottopagata rispetto agli aspetti organizzativi e alle attrezzature. Una impostazione sbagliata e punitiva, che non condividiamo”.

 

“Come se non bastasse – aggiunge il segretario regionale Fismu – nella legge di bilancio, lo Stato ha stanziato circa 236 milioni di euro per l’acquisto delle  attrezzature sanitarie. Tali risorse saranno distribuite alle Regioni (Lombardia compresa) e le stesse dovranno, previo AIR (Accordo Integrativo Regionale), individuare le attività per le quali saranno utilizzati i dispositivi. Nella norma si precisa che le apparecchiature di proprietà delle Aziende Sanitarie (quali in Lombardia le ATS o le ASST?) saranno messe a disposizione dei MMG”.

 

Fismu si chiede:

·         Come s’inserisce la normativa regionale in quella nazionale?

·         Perché i MMG che refertano devono essere penalizzati rispetto all’uso delle apparecchiature se queste sono acquistate con lo stanziamento dello Stato e sono di proprietà delle Aziende Sanitarie?

·         Perché ancora una volta la Regione organizza l’erogazione di prestazioni senza accordo sindacale (AIR)?

 

“Un pasticcio – conclude Falsetti – da correggere con urgenza. Queste ed altre questioni restano per noi incomprensibili forse frutto di “accordi” non contrattualizzati raggiunti con  soggetti non qualificati senza tutela e garanzie per i medici ma, peggio, penalizzati e come al solito  non conformi alla normativa nazionale”.