Lecce, proclamato lo stato di agitazione dei Medici PS e della Medicina interna dell ospedale Vito Fazzi

  • 15 Gennaio 2020
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LECCE, PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE DEI MEDICI PS E DELLA MEDICINA INTERNA DELL’OSPEDALE VITO FAZZI

 

LA DENUNCIA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SINDACALE MEDICI UNITI-FISMU (FVM): A RISCHIO LA SALUTE DEI CITTADINI

 

 

15 gennaio – Il vaso è colmo: carenze organizzative, pochi posti letto, procedure di triage approssimative per mancanza di personale. Una situazione che mette a rischio la salute dei pazienti. Questa la ferma presa di posizione di Raffaele Gaudio, dirigente nazionale di Fismu, e componente della Segreteria aziendale FVM Asl Lecce, che con un lettera inviata alle istituzioni competenti, ha dichiarato lo stato di agitazione dei medici dell’Ospedale Vito Fazzi.

Nella missiva Gaudio chiede “provvedimenti urgenti in relazione alle condizioni di elevato rischio clinico in cui versano il Pronto Soccorso e la Medicina interna del Vito Fazzi di Lecce”. 

Ed elenca innumerevoli criticità (vedi anche scheda tecnica di seguito):

“- le attuali approssimative e pericolose procedure di triage palesemente insufficienti ad operare efficacemente per mancanza del necessario numero di operatori e di una scheda infermieristica;

-il costante e gravissimo rischio clinico per i pazienti e medico-legale per gli operatori sanitari, correlato alle persistenti insufficienze e per le condizioni fatiscenti dei locali del Ps (per tutte manca un locale di isolamento per i casi infettivi nel corso processo clinico-diagnostico);

-la grave carenza degli organici ausiliare ed infermieristico;

-la pressoché assenza di posti letto per i ricoveri nel corso dell’intero anno e, quindi la pratica quotidiana assai rischiosa delle cosiddette “extralocazioni” in reparti non di competenza (per lo più per la Medicina che arriva fino a 30 extralocazioni). Frutto non casuale, ma correlato, ad una errata programmazione (mancano almeno 150 posti letto);

-l’inaccessibilità ai ricoveri per l’ indisponibilità cronica di posti letto non solo nei mesi invernali e la stagione influenzale, ma che si protrae nell’arco dell’intero anno solare;

-la palese ed inappropriata centralizzazione del 118 al Vito Fazzi;

-l’assenza di un numero adeguato di posti di Osservazione Breve (appena 4) e senza monitoraggio clinico e strumentale per mancanza di risorse;

-l’incredibile persistente chiusura della Radiologia convenzionale adiacente al PS e le proibitive e rischiose condizioni di trasbordo dei pazienti alla diagnostica dei servizi in altro lotto dell’Ospedale a distanza assai considerevole (400 mt) con soli tre ausiliari per il trasporto (numero del tutto insufficiente);

-il frustante immobilismo storico ed attuale dei vertici aziendali e le preoccupanti prospettive del passaggio al nuovo Ospedale. Che senso ha disporre una direttiva per rendere disponibile 5 posti letto quotidiani per ogni UOC per i ricoveri del Ps se questa viene quotidianamente disattesa? O annunci come  “prossime le aperture” di lungodegenze senza personale, dotazioni, infrastrutture”.

Gaudio, quindi, sottolinea come tutte queste gravi criticità rendano oggettivamente difficile il contesto in cui operano i medici e aggiunge un ulteriore aspetto e cioè “l’insopportabile conseguente numero di aggressioni a carico dei Medici del Ps e dell’area Medica”, ma anche le molte denunce contro i camici bianchi per “responsabilità in gran quota-parte oggettive e dovute a deficit di sistema”.

Per tutte queste ragioni e per “le reiterate dimostrazioni di storica inefficacia da parte dei vertici aziendali nel merito e la comprovata insensibilità ad ascoltare”, il dirigente Fismu dichiara lo stato di agitazione e intende “procedere per azione antisindacale in relazione al persistente atteggiamento di non risposta alle precedenti richieste di Medici ed O.O.SS. sulle gravi condizioni di rischio clinico per i pazienti e le condizioni di lavoro degli operatori del P.s. e della Medicina del Vito Fazzi”. 

Non solo, si “riserva di procedere con azione di coinvolgimento ed interessamento all’Ispettorato del lavoro per quanto di competenza”.

 

 

SCHEDA TECNICA FISMU

 

Il Ps di Lecce, tra l’altro, registra in Pronto Soccorso circa 80.000 accessi annui e, viste le carenze presenti, ciò cagiona, oltre che un evidente stress lavoro correlato, un gravissimo rischio per la salute pubblica laddove un numero così ingente di pazienti non sia correttamente gestito e sorvegliato (mancano infermieri, OS, una vera Osservazione Breve con monitoraggio clinico e strumentale, un triage degno di questo  nome).

Il dato fondamentale, ribadiamo, riguarda non solo e tanto il numero di Medici in servizio presso il Ps di Lecce, quanto il personale infermieristico ed ausiliare per un numero di accessi esorbitante. C’è un carico clinico, ma anche assistenziale, che con 6-7 infermieri e 3 OS non può avere risposta per 80,000 accessi/annui e per una permanenza fin troppo prolungata dei pz per lo più anziani pluripatologici e a forte carico assistenziale in PS. Dato oltremodo rimarchevole anche alla luce della dismissione di vari Reparti in altri Presidi con personale sempre infermieristico ed OS (ad es del Presidio di Galatina, per non parlare dei setting “amministrativi”) che potrebbe essere dirottato là dove maggiore è il bisogno. Quindi, su una trincea chi non può farcela e, su altre, chi gode di posizioni di rendita comode ed assai discutibilmente produttive.

Da oltre un anno, a più riprese, FVM-FISMU e tutti i medici del P.S., impossibilitati per i motivi su esposti a svolgere regolarmente e proficuamente, il proprio lavoro, per la tutela e salvaguardia dei pazienti in carico, hanno interpellato i vertici aziendali, ma senza ricevere alcun riscontro. 

 

La stessa problematica della collocazione, nella riorganizzazione dipartimentale aziendale circa la assegnazione della MEDICINA D’URGENZA non al DEA (criterio guida della Regione Puglia BURP con DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 3 luglio 2019, n. 1195  e secondo evidenti criteri di appropriatezza, modello presente nella stragrande maggioranza dei DEA nazionali), ma al Dipartimento Medico, avrebbe richiesto una risposta di qualsiasi tenore. Ma non ci è mai pervenuta.

Il d.lgs. 81/2008 individua tra gli obblighi del datore di Lavoro la verifica dei carichi di lavoro e la prevenzione dello stress lavoro-correlato e prevede un sistema di gestione della sicurezza e della salute nel contesto lavorativo mediante l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio, la loro riduzione e controlli continui delle misure di prevenzione nonché elaborazione di una strategia aziendale per una situazione ormai fuori controllo.

Per info: Dr. Raffaele Gaudio – Mail: raffaelegaudio@hotmail.com – Cell: 348-3231449