Coronavirus, i medici ancora “a mani nude” in Sicilia, FISMU si rivolge alla procura di Palermo e fa un altro appello alla Regione: Disattese le promesse del 27 febbraio dell’assessore Razza

  • 1 Aprile 2020
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CORONAVIRUS, I MEDICI ANCORA ”A MANI NUDE” IN SICILIA, FISMU SI RIVOLGE ALLA PROCURA DI PALERMO E FA UN ALTRO APPELLO ALLA REGIONE: DISATTESE LE PROMESSE DEL 27 FEBBRAIO DELL’ASSESSORE RAZZA

PAOLO CAROLLO, FISMU: “I DISPOSITIVI DI SICUREZZA SONO INADEGUATI O INSUFFICIENTI, NIENTE TAMPONI AI MEDICI, RIMANGONO APERTE MOLTE, TROPPE CRITICITÀ” 

1 aprile –  Francesco Paolo Carollo, segretario regionale di FISMU, Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti, ha scritto ancora una volta alla Regione Sicilia, alle prefetture, ma stavolta anche alla procura di Palermo, denunciando le scarse e inadeguate iniziative messe in campo dal presidente Nello Musumeci e dall’Assessorato competente, guidato da Ruggero Razza, per fronteggiare la pandemia del Coronavirus, sia sul piano della sicurezza del personale sanitario (DPI), sia della prevenzione (tamponi agli operatori sanitari), sia della riorganizzazione dei servizi.

 

Nella lettera il segretario Fismu evidenzia come sia, “dirimente la fornitura a tutti gli operatori sanitari dei necessari DPI ( Dispositivi di Protezione Individuale)”, come previsto dalla normativa vigente e come indicato da tutte le autorità sanitarie internazionali e nazionali. 

Quindi denuncia come nonostante si sia tenuta una riunione, già in “data 27 Febbraio, tra le sigle sindacali e l’Assessore alla Salute della regione Sicilia…ancora oggi nessuna azienda sanitaria provinciale ha fornito in modo adeguato e sufficiente al fabbisogno il personale sanitario né di mascherine chirurgiche, né mascherine FFP2-3, né di occhialini e camici monouso. La quantità di DPI forniti ai medici di Continuità Assistenziale ed ai medici di emergenza territoriale è estremamente sottostimata rispetto alle reali esigenze. Basti pensare, ad esempio, che tutte le sedi di continuità assistenziale della provincia di Palermo sono state fornite di una sola mascherina FFP3 e di un solo camice monouso per cinque medici, mentre le postazioni di 118 non risultano rifornite in maniera sufficiente ed adeguata”. “Ancora più desolante – aggiunge – è la situazione dei medici di medicina generali che non sono stati muniti di alcun sistema di protezione”. 

Carollo, chiede con urgenza che “visto l’aumento dei casi di contagio nella nostra Regione e visto che su tutto il territorio nazionale sempre più medici si ammalano di COVID-19, diventando a loro volta fonte di contagio per tutta la popolazione, è necessaria una distribuzione immediata che nonostante le nostre molteplici sollecitazioni non è ancora avvenuta a distanza di un mese”.

“Peraltro spiega – nonostante gli avvisi alla popolazione, continuano ad avvenire gli accessi diretti presso le sedi di guardia medica e degli studi di MMG. Tali accessi non possono essere filtrati in quanto i pazienti tendono a riferire delle condizioni patologiche di una certa urgenza che alla visita non si dimostrano tali o tendono a nascondere i reali sintomi per i quali contattano il medico ( es. febbre). Anche per tali ragioni è necessario che tutto il personale sanitario venga fornito di tutti i dispositivi necessari ad effettuare l’attività medica in questo momento di emergenza, in considerazione del fatto che iI MMG è l’unico punto di riferimento delle persone fragili  e con patologie croniche che hanno bisogno di visite e di cure continue”.

“Di particolare gravità – insiste il segretario regionale Fismu – appare poi il fatto che pazienti  messi in isolamento finiscono il periodo di quarantena senza aver effettuato alcun tipo di controllo, così come la circostanza che nessun medico ha effettuato il tampone che ha una funzione salvifica e  profilattica”.

“L’eventuale contagio da COVID19 del medico di medicina generale (assistenza primaria , continuità assistenziale ed emergenza sanitaria territoriale) – prosegue – rappresenta non solo un grave pregiudizio alla salute dello stesso, ma anche un grave pregiudizio alla salute pubblica, per il rischio di contagio verso gli altri assistiti oltre che per la indisponibilità del medico a continuare la sua opera”. Fismu, “richiede anche di sottoporre a tampone i medici asintomatici ma venuti a contatto con soggetti positivi, raggiungendo così il duplice scopo di evitare la diffusione del contagio attraverso il medico e di consentire al sanitario risultato negativo di continuare efficacemente la sua opera”.

“Se dovesse continuare la manifesta noncuranza nei confronti della intera categoria – conclude Carollo – pur non minacciando scioperi in questo momento in cui i medici del territorio responsabilmente continueranno a prestare la loro opera, forniremo supporto legale a tutti quei medici che risulteranno contagiati e dovessero subire gravi conseguenze dal contagio, per reclamare i danni derivanti dalla mancata osservanza dei più elementari diritti in materia di tutela della salute degli operatori sanitari”. Per tutte queste ragioni la lettera è stata inviata “anche alla Procura della Repubblica affinché la stessa venga resa edotta della attuale situazione in cui operano i medici del territorio ed in considerazione del fatto che, paradossalmente, alcune procure ( vedi Padova, Siracusa e Nocera Inferiore) hanno avviato delle indagini ed iscritto alcuni medici nel registro degli indagati, quando i medici in realtà, alla luce di quanto sopra esposto, sono anch’essi vittime della emergenza e dell’assenza di risposte chieste ripetutamente,  ma invano”.