Calabria, la campagna vaccinale penalizza gli anziani, over 60 e 70 e i più fragili.

  • 13 Aprile 2021
  • 0
  • 184 Visite

CALABRIA,LA CAMPAGNA VACCINALE PENALIZZA GLI ANZIANI, OVER 60 E 70 E I PIÙ FRAGILI. LA DENUNCIA DI FEDERAZIONE ITALIANA SINDACALE MEDICI UNITI 

 

FRANCESCO ESPOSITO, SEGRETARIO NAZ. FISMU: “INVECE DI METTERE IN CAMPO LA FORZA DEI MEDICI DI FAMIGLIA, SI COSTRINGONO I PIÙ ANZIANI A FARE CENTINAIA DI KM PER IL VACCINO. E LA PIATTAFORMA ONLINE PENALIZZA I FRAGILI. IN CALABRIA REGNA LA CONFUSIONE E LA RESPONSABILITÀ È DELLE ISTITUZIONI”

  

12 aprile – Rendere difficile per i più fragili e i più anziani, le cose facili, anche obbligando i cittadini a  viaggi della speranza per fare un vaccino e così rischiare di vanificare il buon esito della campagna vaccinale in piena emergenza sanitaria. Questa l’accusa, la denuncia, di Francesco Esposito, segretario nazionale di Federazione Sindacale dei Medici Uniti (Fismu), che sottolinea come la “confusione e l’approssimazione continuino a regnare nella gestione della campagna vaccinale in Calabria”. 

“Non si riesce neppure ad estendere agli over 70 e 60 l’accordo vigente con i medici di medicina generale – spiega il segretario nazionale – e il risultato è che i nostri poveri anziani sono costretti a fare centinaia di km per vaccinarsi sulla base di quanto dispone la piattaforma telematica. Ma non basta: abbiamo pazienti a rischio che non riescono a prenotarsi perché la modulistica online non specifica bene le categorie di fragilità con una generica voce: ‘altri’. Con il consueto, e probabile, a posteriori, corollario di polemiche sugli ‘imbucati’. Tutte situazioni che penalizzano le persone, i tanti aventi diritto che sono vittime dell’indecisione e delle speculazioni politiche”. 

“È ora di finirla – conclude Esposito – la ‘Politica’, le istituzioni si diano una mossa, serve un sussulto di dignità almeno nella campagna vaccinale. È urgente dare una garanzia ai calabresi. Gli incapaci che bloccano la macchina organizzativa siano licenziati, mandati a casa. Primo passo è partire dall’accordo con la medicina generale ed ampliarlo agli over 60 e 70, per consentire le vaccinazioni vicino casa. E contemporaneamente si trovi immediatamente una soluzione politica ai molti problemi che investono la rete di emergenza-urgenza territoriale, è prioritario evitare il collasso nel 118 regionale oramai allo stremo delle forze”.