Sanità, a Lecce ospedale e pronto soccorso senza personale medico. E’ emergenza da troppi mesi: medici esausti, servizi a rischio

  • 4 Giugno 2021
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SANITÀ, A LECCE OSPEDALI E PRONTO SOCCORSO SENZA PERSONALE MEDICO. È EMERGENZA DA TROPPI MESI: MEDICI ESAUSTI, SERVIZI A RISCHIO

FISMU-FVM ALLA REGIONE E ALL’ASL: È MANCATO IL DIALOGO,  NON CI RESTA CHE RICORRERE ALLA PROTESTA E AI TRIBUNALI 

RAFFAELE GAUDIO, FISMU-FVM, FA APPELLO AL SINDACO CARLO SALVEMINI: “UN MURO DI GOMMA CHE DURA MESI, CHIEDIAMO AIUTO ALLE ISTITUZIONI LOCALI: LA SANITÀ LECCESE È ALLO STREMO, LE RICADUTE SARANNO SUI CITTADINI”

 

4 giugno – Pochi medici in prima linea e troppi dirigenti nel settore amministrativo, disorganizzazione, scelte emergenziali, database del personale da aggiornare, blocco dei concorsi, precariato endemico e nessuna volontà di dialogo da parte dell’Asl, a parte qualche lodevole eccezione. Questo il quadro drammatico dei servizi ospedalieri a Lecce, che traccia Raffaele Gaudio, responsabile nazionale Pronto Soccorso della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu e responsabile aziendale di Federazione Italiana Veterinari e Medici (FVM), in un documento inviato all’Azienda Sanitaria di Lecce, e in un appello alla Regione Puglia e al Sindaco della città Salentina, Carlo Salvemini (di seguito).   

 

Gaudio, ricorda come già nel corso del 2020 sono state denunciate tutte queste criticità e prospettata la dichiarazione dello stato di agitazione al fine di sensibilizzare la Regione e l’Asl a intervenire, ma dopo diversi mesi, “nulla è cambiato”. “Anzi – spiega – la situazione si è aggravata, i problemi sono cresciuti in modo esponenziale: mancano medici e si lavora da troppo tempo con doppi e tripli turni, orari massacranti e senza riposi, in assoluto sfregio dei contratti e del buonsenso”. 

“Eppure – denuncia – da una analisi del personale dirigenziale, medico, sanitario e amministrativo, emerge, invece, uno sbilanciamento a favore ‘dell’Apparato’ in un quadro di distribuzione degli incarichi, molti fra le UOS aziendali: le Direzioni, Gestione e Controllo e lo stesso Dipartimento di Prevenzione (quest’ultimo pur fondamentale). C’è un’ipertrofia e ridondanza di alcuni setting di personale che ricadono negativamente sull’Ospedalità intera. Mancano dati ufficiali, ma sarebbe interessante calcolare il rapporto fra gli operatori medico-sanitari, in prima linea a contatto con i pazienti, e il personale più propriamente “amministrativo/gestionale”. Forse è proprio quella che si potrebbe definire una ‘piramide rovesciata’, con chiare conseguenze su carichi di lavoro ‘estremi’ e sull’offerta dei servizi. La sensazione che ne deriva è che prevalgano logiche di potere non di buona organizzazione”.

 

“Il mancato aggiornamento delle piante organiche in molti reparti è evidente – sottolinea –  e assistiamo a una Regione che blocca possibili concorsi ed assunzioni perché secondo il nostro database del personale (si chiama Edotto) si registra la presenza di molti medici che invece non ci sono per svariate ragioni: pensionamenti, trasferimenti interni ed esterni alle asl, abbandoni. Clamorosa sempre sul fronte delle responsabilità politiche regionali sia l’inerzia sulla stabilizzazione dei precari, ma anche il blocco di un Bando di concorso per 15 posti di Pronto Soccorso. Ma all’osso sono anche gli organici delle Malattie infettive, mentre si chiede ai Cardiologi ed Anestesisti-Rianimatori Leccesi di coprire le carenze di queste figure specialistiche presso il Presidio di Galatina con richieste normativamente assai opache e non sostenibili”.

 

“Inevase molti voci economiche che spettano di diritto ai medici – conclude Gaudio – e vista la situazione sono a rischio anche le ferie del personale. Una situazione insostenibile per i professionisti ma che ha ricadute sugli assetti organizzativi e quindi sui servizi che si offrono ai cittadini. Facciamo appello alle istituzioni locali, al sindaco Salvemini, affinché sostengano la nostra battaglia. Come sindacati ricorreremo agli strumenti della protesta e, se necessario, anche alla via giudiziaria. Speriamo che parta davvero e, con urgenza, un tavolo di confronto, ma l’attesa è finita, servono azioni concrete”.

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