Lombardia, ennesima gaffe della Moratti. Mancano i medici ma per l’assessore la soluzione è aumentare il loro carico di lavoro

  • 1 Marzo 2022
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LOMBARDIA, ENNESIMA GAFFE DELLA MORATTI. MANCANO I MEDICI MA PER L’ASSESSORE LA SOLUZIONE È AUMENTARE IL LORO CARICO DI LAVORO

 

LA PROTESTA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SINDACALE MEDICI UNITI: BASTA IMPROVVISAZIONI. SERVONO PIÙ PROFESSIONISTI SUL TERRITORIO E PIÙ RISORSE

             

28 febbraio – A fronte di un costante aumento dei pensionamenti e alla chiara carenza di medici, l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ancora una volta invece di indicare soluzioni concrete, scarica sui medici di famiglia il peso dei futuri problemi. Questo il commento di Francesco Esposito, segretario nazionale di Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu e di Francesco Falsetti segretario regionale di Fismu Lombardia e presidente e nazionale Umi, dopo il vertice online nazionale di ieri di tutta l’area dei medici di medicina generale. 

 

“Improvvisazione, anzi possiamo definirla come l’ennesima gaffe dell’assessore Moratti che insiste nel ridimensionare un enorme problema quale è quello della carenza dei medici di famiglia”, sottolineano i due dirigenti Fismu che aggiungono: ”Intanto assistiamo da mesi, anzi da anni, complice anche la gestione della pandemia, a una fuga dalla professione: pensionamenti, cattive condizioni lavorative, con sempre più oneri burocratici impropri, un’organizzazione che privilegia l’esternalizzazione dei servizi a imprese private e cooperative, sono tutti fattori che rendono meno attrattivo il lavoro del medico di medicina generale”. 

 

“A completare il quadro – continuano – le campagne denigratorie sui media che squalificano l’attività di migliaia di professionisti che lavorano oltre 40 ore la settimana tra apertura dell’ambulatorio, visite domiciliari, reperibilità telefonica e oneri burocratici. Eppure a fronte di una situazione evidente di stress, l’assessore Moratti considera come soluzione al problema della carenza di medici quello di aumentarne il carico di assistiti. Una beffa per i colleghi e un danno per i cittadini”. 

 

“In Lombardia – concludono Esposito e Falsetti – assistiamo a una assenza di programmazione dei servizi territoriali e all’incapacità di costruire un dialogo con la categoria e con gli stessi cittadini, che certamente non vogliono ambulatori con medici in burn out e con sale d’aspetto piene. Basta con le ‘fughe nel passato’ di alcune regioni, che considerano ancora le cure primarie come una sanità di serie B. Non ci rimane che annunciare la necessità di una azione comune dei principali sindacati per definire un calendario di proteste unitario”.