Case di Comunità e territorio, da Fismu una piattaforme di proposte per i medici di medicina generale e del territorio. Serve un’armonizzazione normativa

  • 28 Settembre 2022
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CASE DI COMUNITÀ E TERRITORIO, DA FISMU UNA PIATTAFORME DI PROPOSTE PER I MEDICI DI MEDICINA GENERALE E DEL TERRITORIO. SERVE UN’ARMONIZZAZIONE NORMATIVA 

26 settembre – I  Dm 71-72 e 77 apportano modifiche sostanziali nella strutturazione dell’assistenza territoriale; infatti nelle case di comunità saranno presenti, fianco a fianco, i medici di Assistenza primaria, di Continuità Assistenziale, della Medicina dei Servizi e del 118, e i Pediatri di libera scelta. Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti da mesi denuncia però l’assenza di un progetto concreto da parte delle Regioni e l’assenza di una direttrice chiara da parte del Governo centrale. Rimane quindi alta la preoccupazione.

Cosimo Trovato, della Segreteria nazionale di Fismu, è critico rispetto allo stato dell’arte, ma propositivo e illustra una bozza di lavoro e proposte all’esame del sindacato: “Molta confusione fino ad oggi su come dovranno funzionare le future Case di Comunità e sul ruolo dei medici del territorio: e la tornata elettorale ha peggiorato il quadro. Non è ancora chiaro come devono essere inquadrate normativamente tutte le figure professionali che opereranno negli ambulatori Spoke e in équipe, per alcune ore settimanali, a rapporto orario, nelle Case di Comunità. Si possono avanzare due proposte che prendono spunto dal modello dell’attuale specialistica ambulatoriale. Ora alla Politica, al futuro governo, alle Regioni, il compito di  dare delle risposte. L’Obiettivo è trovare una armonizzazione che risponda a due requisiti, centralità del medico, adeguata riposta organizzativa alla domanda di salute, nella prospettiva, auspicabile, di un contratto unico di tutti i medici del SSN che garantisca, rapporto fiduciario e libertà di scelta per il cittadino e tutele, autonomia e garanzie per i medici”.

La proposta così articolata:

PRIMA IPOTESI DI LAVORO

Nell’ACN della Medicina Generale, vigente, il Medico dell’Assistenza Primaria viene retribuito a quota capitaria; la proporzione a rapporto orario è: 37 pazienti  equivalenti a 1 ora di servizio.

Si  potrebbe proporre sia nell’attività lavorativa nell’ambulatorio Spoke che nel rapporto orario:

  1. Una quota oraria Nazionale, come prevede l’ Art. 43 dell’ACN della SAI, fino al raggiungimento di 38 ore settimanali, equivalenti a un massimale di 1399 scelte;
  2. Quota variabile, da concordare negli Accordi Integrativi Regionali (AIR) e comprendenti le prestazioni effettuate (es. vaccinazioni , ecc.);
  3. Si prevederà per quanto proposto, la normativa presente nell’ACN della SAI (ferie, malattia, gravidanza, ecc.);

Per la Continuità Assistenziale che è già pagata a rapporto orario, si propone :

  1. Quota oraria rivista, differenziando tra la quota notturna, pre-festiva e festiva e quella svolta nelle ASL; il massimale orario sarebbe sempre di 38 ore settimanali;
  2. Per coloro che invece di svolgere rapporto orario nelle Aziende, svolgono anche Assistenza Primaria il rapporto orario complessivo  è così calcolato: 37 pazienti equivalgono a 1 ora di servizio e il massimale orario complessivo resta di 38 ore settimanali tra scelte e servizio prestato in C.A. e in Azienda;  
  3. Si prevederà per quanto proposto, la normativa presente nell’ACN della SAI (ferie, malattia, gravidanza, ecc.);

         Per il 118, Emergenza Territoriale, si deve prevedere il transito alla Dirigenza Medica.

SECONDA IPOTESI DI LAVORO

  1. L’attività svolta negli ambulatori Spoke sarebbe retribuita a quota capitaria ;

Nelle attività svolte a rapporto orario:

  1. Una quota oraria nazionale come prevede l’Art. 43 dell’ACN della SAI, fino al raggiungimento di 38 ore settimanali; 
  2. Quota variabile da concordare negli Accordi Integrativi Regionali (AIR) e comprendenti le prestazioni effettuate nelle Case di Comunità;
  3. Si prevederà per quanto proposto, la normativa presente nell’ACN della SAI (ferie, malattia, gravidanza, ecc.).

Per la  Continuità Assistenziale e il 118  resta valido quanto scritto nella prima ipotesi di proposta.