Coronavirus, in Sicilia manca programmazione, dispositivi di sicurezza e un’organizzazione adeguata per la crisi

  • 5 Marzo 2020
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CORONAVIRUS, IN SICILIA MANCA ANCORA PROGRAMMAZIONE E DISPOSITIVI DI SICUREZZA MA ANCHE UN’ORGANIZZAZIONE ADEGUATA PER GESTIRE LA CRISI

LA DENUNCIA DI FISMU CHE FA UN NUOVO APPELLO ALLA REGIONE E AL MINISTRO SPERANZA: DOBBIAMO ESSERE PREPARATI BENE, È URGENTE

 

5 marzo – I medici sono pronti con la loro conoscenza e professionalità, ma mancano ancora, da parte delle istituzioni regionali, politiche e sanitarie, programmazione, organizzazione e dispositivi di sicurezza adeguati a gestire la cosiddetta crisi del Coronavirus. 

Questa la denuncia della Segreteria regionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti (FISMU), che sottolinea come si sia fatto ancora troppo poco in Sicilia, nonostante una riunione tenutasi già lo scorso 25 febbraio a Palermo con l’Assessorato alla Salute, presente anche l’assessore Ruggero Razza. In quella sede, ricorda il segretario regionale Fismu, Paolo Carollo, “l’ Assessore Razza si era impegnato a dotare, in tempi brevissimi, tutti i medici operanti nel territorio  siciliano dei  dispositivi di sicurezza adeguati ( mascherine FFP2,FFP3, ecc…) per permettere di operare in sicurezza in un momento grande criticità legata all’epidemia COVID.19”. Paolo Carollo, Segretario Fismu Sicilia, dopo, la riunione della segreteria regionale e dopo un monitoraggio della situazione nelle provincie, insiste con le richieste, ancora disattese, per evitare di farsi trovare impreparati dall’evolversi dell’epidemia.

 

Queste le proposte urgenti di Fismu Sicilia all’Assessore Razza:

  1. Che tutti i dispositivi sopra citati siano fatti pervenire, agli Operatori Sanitari, in tempi brevissimi;
  2. Che l’ acquisto e la distribuzione avvenga contemporaneamente in   tutte le ASP Siciliane;
  3. Che l’organizzazione dei controlli  sia coordinata  con un’unica regia, onde evitare pericolosi disservizi, che ricadrebbero sui cittadini;
  4. Che si eviti lo scollamento tra i Medici del territorio (medici di famiglia, di continuità assistenziale, del 118, dell’emergenza-urgenza, della pediatria e della specialistica ambulatoriale) e le Aziende Ospedaliere e i Policlinici.