Puglia, sbagliare è umano, perseverare no. La denuncia di FISMU-FVM: a Lecce PS in affanno, pochi posti letto, molti medici precari, caos nell’organizzazione

  • 5 Agosto 2020
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PUGLIA, SBAGLIARE È UMANO, PERSEVERARE NO. LA DENUNCIA DI FISMU-FVM: A LECCE PRONTO SOCCORSO IN AFFANNO, POCHI POSTI LETTO, MOLTI MEDICI PRECARI, CAOS NELL’ORGANIZZAZIONE

 

 

RAFFAELE GAUDIO, FISMU-FVM: “LA DIREZIONE GENERALE NON DIALOGA CON I MEDICI: APPLICA UN VERO E PROPRIO DISTANZIAMENTO SOCIAL-SINDACALE. INTANTO, IN ATTESA DELLE ELEZIONI, MANCANO LE NUOVE NOMINE E L’ORGANIZZAZIONE È SEMPRE PIÙ CAOTICA”

 

 

4 agosto – Tutto fermo, forse in attesa delle elezioni? E i problemi si incancreniscono: pochi posti letto, troppi professionisti precari, mancato rinnovo delle nomine e della riorganizzazione dei servizi, nessun dialogo con i medici da parte della direzione generale. Questa la denuncia di Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti, sezione di FVM, sulla situazione dell’ospedale di Lecce e in particolare del Dipartimento di Emergenza Urgenza.

 

Caustico Raffaele Gaudio, Referente Nazionale FISMU Pronto Soccorsi – Segreteria Aziendale Asl FVM lecce, quando sottolinea con un neologismo, la ”direziocrazia” cioè il “persistente distanziamento dai medici, della Direzione Generale, sempre più dirigista, isolazionista ed autoreferenziale”. “Un approccio – spiega – che risente di tanti ritardi e calcoli politici, che non si pone nell’ottica di intercettare e dare risposta ai bisogni reali e pratici della categoria e del sistema, a quel lavoro aziendale ordinario/straordinario di medici, infermieri che tutti i giorni compensa i cronici deficit gestionali delle nostre strutture. La “Direziocrazia” è calare dall’alto le decisioni sugli operatori sanitari, in primis Medici, senza intercettare e sciogliere i nodi organizzativi partendo dal basso per impostare una più efficace azione aziendale, e non comprendendo così davvero le dinamiche e le problematiche reali”.

 

Gaudio parla di un’ulteriore “occasione mancata” per il rilancio della realtà ospedaliera di Lecce: “La riorganizzazione Dipartimentale è la sola dimensione organizzativa-gestionale capace di determinare una efficace governance di una macchina così complessa, articolata e mastodontica per un bacino d’utenza e di ampiezza come quella dell’Asl di Lecce. In tal senso va il mancato rinnovo delle nomine dei Capi dipartimenti e, giù a cascata, dei Direttori delle UOC, dei Responsabili delle UOSD, UOC e degli incarichi di Alta Professionalità (reale motore gestionale Aziendale) su cui si discute da almeno un paio di anni, ma inspiegabilmente resta invece al palo. E ci si chiede il perché. Che il tutto possa risentire dell’imminenza delle prossime elezioni Regionali, è peccato pensarlo, ma come nella massima di un noto politico storico del nostro paese, a volte ci si azzecca. Nel frattempo, stanno maturando scelte che si fa oggettivamente fatica a comprendere. Le nuove prassi, in termini di modernità di visione, efficacia professionale, manageriale e progettualità, chiaramente ne escono mortificate”. 

 

“Dal mese di Aprile – aggiunge – l’Azienda, di fatto su queste ed altre tematiche di governance, non si confronta con le OO.SS. mediche. Non è normale. Soprattutto a cavallo di passaggi cosi delicati come quello della assegnazione degli incarichi (che ricordiamo è adempimento contrattualmente dovuto e su cui pesano ritardi anche economici ormai ingiustificabili) dagli apicali e a discesa delle UOC e delle UODS e UOS, incarichi di alta professionalità, premialità COVID e piena applicazione del nuovo CCNL, per approdare alla riapertura delle attività ambulatoriali e di quelle chirurgiche. Certo, il tutto è nelle prerogative aziendali. Ma al netto di pratiche arcinote -quella dei caminetti ufficiosi- resta lo sconcerto di chi vorrebbe semplicemente dare il proprio contributo costruttivo purché si agisca alla luce del sole senza interessi che non siano quelli della cosa pubblica e della tutela dei Medici”.

 

“Per i medici che lavorano nei Pronti Soccorsi – denuncia il dirigente Fismu-FVM – resta il ‘carico da 90’ di non disporre ancora ad oggi di una dignitosa ed adeguata ricettività ricoveriale con permanenze di pazienti nei Ps che si protraggono per giorni e giorni ed un carico clinico-assistenziale insopportabile. Anche in termini di rischio clinico. Vale la pena ricordare che si è consolidata una giurisprudenza che, in presenza di impedimenti all’attività ricoveriale individua responsabilità oggettive propio nell’organizzazione”.

 

“Ebbene – annuncia polemicamente Gaudio – da ora in poi in ogni verbale di PS, in scienza e coscienza, si scriverà dei rischi clinici e di esito della permanenza eccessiva di pazienti destinati ad essere ricoverati. Perché non bastano neppure lontanamente i 20 posti improvvisati di Pneumo-Med. o Medicina ad Alta Intensità (?) per corrispondere alle necessità di ricovero. La carenza negli organici resta, nonostante i provvedimenti tampone per l’emergenza Covid, ancora presente. E drammatica, si configura l’estate, periodo anche sacrosantamente destinato ai riposi, già procrastinati per il coronavirus. Nella migliore delle ipotesi tentativi timidi e fuori tempo. Buona cosa sarebbe che la Regione Puglia, sui decreti di stabilizzazione dei precari medici dirigenti, assumesse una interpretazione flessibile della legge Madia, adottandone una sua applicazione più inclusiva, perché il rischio in assenza di prospettive è di una fuga di questi medici, precari a vita”. 

 

“I Dirigenti Medici di questa Azienda – conclude Gaudio – sono portatori di idee innovative, un bagaglio di progettualità purtroppo inespresse e misconosciute perché non esiste interlocuzione. Idee in grado di coniugare più efficacia e maggiori risparmi nella gestione aziendale. Una Direzione con visione di futuro, dovrebbe dialogare e prevedere una sessione apposita su questi temi per raccogliere, valutare e se il caso implementare queste proposte, un esempio tra tutte, l’ospedalizzazione domiciliare”.