Comunicato Stampa: Precariato, a Catania partecipata assemblea dei camici grigi con i sindacati. FISMU: dalla città etnea parte un movimento di base contro il precariato

  • 11 Aprile 2019
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PRECARIATO, A CATANIA PARTECIPATA ASSEMBLEA DEI CAMICI GRIGI CON I SINDACATI 

FISMU: DALLA CITTÀ ETNEA PARTE UN MOVIMENTO DI BASE CONTRO IL PRECARIATO, CHE I SINDACATI DEVONO SOSTENERE CON DECISIONE E UNITARIAMENTE

LANCIATO UN PACCHETTO DI PROPOSTE CONTRO IL COSIDDETTO IMBUTO FORMATIVO

TRA LE INIZIATIVE IN CANTIERE: UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE, UN RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA E UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

8 aprile – Lo scorso fine settimana a Catania il cosiddetto movimento dei “camici grigi”, i medici da anni in una grave e strutturale situazione di ‘parcheggio’ e precariato, hanno incontrato i rappresentanti sindacali e il coordinamento nazionale FISMU per i precari.

Nell’assemblea si è discusso della grave carenza di medici e dell’imbuto formativo che impedisce il ricambio generazionale. Dal dibattito sono emerse proposte e iniziative, a partire da una manifestazione nazionale, che verrà decisa in un successivo incontro, dopo aver coinvolto le altre realtà di base e sindacali delle altre città italiane.

Nel frattempo, il movimento ha intenzione di fare un appello alle istituzioni cominciando con una lettera rivolta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invocando che si rispetti davvero il diritto costituzionale al lavoro, e a un lavoro degno, e alla formazione, per migliaia di professionisti da anni in questa grave situazione di stallo.

Quindi, si è dato mandato ai legali per un ricorso agli organismi giudiziari europei.

Nell’immediato è stato già chiesto un incontro con il presidente dell’Ordine dei medici di Catania.

Tra le proposte la possibilità di creare percorsi formativi alternativi al corso in MMG e alle specializzazioni, permettendo di accedere al corso anche in sovrannumero anche con altri percorsi, quali ad esempio l’attività professionale svolta in convenzione in guardia medica o in medicina generale  per un determinato periodo di tempo, nonché permettere anche la formazione specialistica sul campo  impegnando le Aziende sanitarie e quelle ospedaliere.

“ Lo stato italiano è a un bivio – dichiara per i camici grigi, Rosario Cantale – deve decidere se mantenere un servizio sanitario nazionale, che nonostante le criticità resta uno dei migliori al mondo, portando a compimento la formazione dei medici, oppure, attraverso una lenta agonia, causare la chiusura dell’esperienza del SSN per preferire altri percorsi a discapito della salute dei cittadini”.

“I medici precari – conclude Dario Calì della sezione giovani di Fismu – sono già i migliori medici che possiamo formare, tanto che vengono a prenderli dall’estero. I nostri medici sono il risultato di una selezione di 1 su 100. Hanno passato una selezione serrata per entrare nella facoltà di medicina, hanno superato almeno 40 esami, la tesi di laurea e l’abilitazione. Anche chi arriva ultimo nelle graduatorie per la specializzazione o il corso di mmg è medico meritevole di essere formato. Se continuiamo a selezionare così non resterà nessuno.”