SANITÀ, “POSTOPOLI’ A CATANIA: TAGLIANO SERVIZI AI CITTADINI, MA AUMENTANO I POSTI DI DIRIGENTI SANITARI. MENO DIRITTI PER TUTTI, PIÙ POTERE PER ALCUNI
LA DENUNCIA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SINDACALE MEDICI UNITI DOPO LE DECISIONI DELL’ASP DI RIMODULARE I SERVIZI SANITARI NELLA PROVINCIA. PRESENTATA UNA INTERPELLANZA ALL’ARS DAI DEPUTATI, BARBAGALLO, ARANCIO, DE DOMENICO
Cosimo Trovato, Fismu: “Si inventano improbabili servizi e attività senza tenere conto della produttività di quelli che si sopprimono. Si mortifica la professionalità e si premia il nulla!”
21 ottobre – Per la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu si assiste a una nuova “postopoli”, in sanità, se la si può chiamare così: cioè l’ennesimo provvedimento che da un lato aumenta posti di dirigenti, laddove non servono, dall’altro taglia servizi utili ai cittadini. L’Asp di Catania, infatti, con deliberazione n. 1151 dello scorso 30 settembre, ha avanzato all’Assessorato della Salute siciliano una rimodulazione dell’organizzazione dei servizi nella provincia con enormi criticità per la programmazione dell’offerta sanitaria sul territorio e con evidenti conseguenze sulla spesa pubblica. Sulla questione è stata presentata una interpellanza all’Ars dai deputati regionali, Anthony Barbagallo, Giuseppe Arancio, Franco De Domenico.
Per Cosimo Trovato, segretario provinciale della sezione etnea di Fismu, “la previsione di numerose unità operative semplici dipartimentali, all’interno dei dipartimenti di prevenzione, di veterinaria, ospedaliero stravolge l’assetto istituzionale dei superiori dipartimenti in palese contrasto con la normativa vigente e con il…buon senso. La stessa natura giuridica del dipartimento viene compromessa dal prevalere delle unità operative semplici a valenza dipartimentale, addirittura superiori numericamente a quelle complesse dei rispettivi dipartimenti. Un sistema che porterà confusione, sprechi e caos”.
Centrale sarà il nodo delle nomine, denuncia Fismu: “Poiché i responsabili delle nuove u.o.s. dipartimentali verranno proposti (nominati) dal direttore del dipartimento – sottolinea Trovato – questi cessa quindi di essere primus inter pares e diventa dominus del dipartimento. Se ciò risponde alla rigida catena dell’organizzazione del consenso, non v’ha dubbio che un siffatto assetto organizzativo mette a serio pregiudizio la dialettica e la democrazia interna e le possibilità decisionali del comitato di dipartimento”.
“Inoltre – prosegue – prevedere un dipartimento strutturale di emergenza che include le u.o. di anestesia e rianimazione e i pronti soccorso dei presidi ospedalieri mette a serio pregiudizio la funzionalità dei pronto soccorso. Questi dovrebbero invece correttamente afferire al dipartimento di medicina interna come è sempre stato, per diverse ragioni: intanto per poter sopperire alle croniche carenze di organico. Infatti il direttore di dipartimento dovrebbe così fare ricorso ad altro personale del dipartimento: per esempio come gli anestesisti che, com’è noto, non sono in abbondanza! Non solo: la gestione del P.S. si ripercuote complessivamente su tutta la gestione dei ricoveri nei presidi ospedalieri e quindi non può sottostare a questa discutibile modalità organizzativa che avrebbe potuto avere un senso quale dipartimento funzionale non già nella rigida logica di un dipartimento strutturale. Aumenteranno inevitabilmente il caos e la disfunzioni dei pronto soccorso, già luogo fortemente critico e che mette ogni giorno a dura prova la professionalità dei medici e la pazienza dei cittadini”.
E sul territorio molti i cambiamenti negativi per i cittadini, Trovato, cita alcuni esempi: “La previsione di una u.o.s. di gastroenterologia nel presidio ospedaliero di Biancavilla contrasta con la trentennale storia sanitaria del territorio che ha visto questa attività, peraltro colpevolmente mai riconosciuta come u.o.s., presente in modo significativo presso il presidio ospedaliero di Paternò, con un volume di attività sovrapponibile nel rapporto prestazioni/personale all’u.o.c. di gastroenterologia del presidio di Acireale. È da rilevare la contraddittorietà della indicazione quando nella diversificazione dell’offerta ospedaliera di quel territorio si è privilegiato il p.o. di Biancavilla quale polo prevalentemente chirurgico e quello di Paternò quale polo di orientamento prevalentemente medico. Oltre alla storia che da sola sarebbe sufficiente a giustificare l’istituzione dell’u.o.s. dove il servizio è sempre esistito (p.o, di Paternò), anche la logica va in questa direzione”.
Quindi Fismu evidenzia la soppressione dell’u.o.s di tossicologia e biochimica dell’U.O.C. laboratorio di sanità pubblica il che è in contrasto con il dettato normativo (D.A. del 6 agosto 2004) che addirittura prevede ben tre u.o.s”.
Infine, per Trovato, “è delirante la previsione di ben tre unità operative di medicina trasfusionale, rispettivamente presso il Gravina di Caltagirone e il p.o. di Paternò, già esistenti, quindi presso il p.o. di Acireale di nuova istituzione”.
“C’è una netta incongruenza in tutte queste scelte – conclude Trovato – tra una politica regionale che, da un lato, punta correttamente a concentrare i servizi attraverso la rimodulazione dell’offerta, con la riduzione, non già con l’ aumento delle unità operative, ottimizzando le risorse strumentali e di personale e la qualità complessiva dell’attività, e dall’altro una politica aziendale che polverizza ulteriormente i servizi trasfusionali, incrementandoli inopinatamente a scapito della qualità complessiva. Si rendano pubblici i dati di attività delle unità operative, degli ambulatori e dei presidi ospedalieri, unica bussola per programmare correttamente la rimodulazione dell’offerta ospedaliera, evitando tanto evidenti, quanto ingiustificate discrezionalità, che mortificano il merito e la produttività e premiano il…nulla!”


